Impossibile pedalare in questi giorni di canicola, meglio rilassarsi in riva al fiume o spanciati su di un materassino in mezzo al lago… a meno che, all’ultimo momento, ti arriva una chiamata del fido compare di merende che ti spiazza dicendoti di aver trovato l’alternativa a questi giorni di calura infImpossibile pedalare in questi giorni di canicola, meglio rilassarsi in riva al fiume o spanciati su di un materassino in mezzo al lago… a meno che, all’ultimo momento, ti arriva una chiamata del fido compare di merende che ti spiazza dicendoti di aver trovato l’alternativa a questi giorni di calura infernale     

Ed in men che si dica ti butta sul piatto d’argento un giro al quale è difficile dire di no.  Inizia così: "Parti da casa (meglio in bici perché altrimenti il giro per te sta stretto… (ultime parole famose), sali in valle e ci si incontra al “ponte oscuro”. Da qui prendiamo il bivio a destra e saliamo sino ai 906 metri di Vergeletto". Detto fatto, chiamo Cedricco che all’idea di andare al fresco non si fa pregare… così alle 8.00 in punto si trova davanti a casa e si parte in direzione ponte oscuro….  

Da dove, per il tramite di una comoda funivia posta in località Zott, in 7 minuti raggiungiamo l’Alpe Salei sita a quota 1783 m. Da qui, con un cambio di programma strategico proposto al volo dal “régional de l’étappe, si scende nuovamente alla partenza della funi

Percorrendo un sentierino di ca. 850 m di dislivello, largo si e no 1 metro e mezzo, con un panorama verticale da invidia che ci obbliga a guidare i nostri bolidi con prudenza e senza commettere errore alcuno. Si scende su di un tracciato frammisto di rock garden, radici ed erba che alla fine metterà alle corde le nostri doti di biker appresi con tanti sacrifici nelle calde serate trascorse nella nostra palestra naturale del Monte Verità o Canaa in quel di Losone

Tornati in quota, ci si ricongiunge con Sonia che nel frattempo si è incamminata, pardon, ha iniziato a pedalare in direzione della capanna di Willy che dista un paio di km dall’arrivo della funi     

Ritrovata la first lady si inizia a scendere in direzione monti di Spruga attraversando pascoli, sentieri e pratoni pieni di piante di mirtillo che mi riportano con la mente ai ricordi di quando, da bimbo, salivo all’alpe a trovare i vecchi nonni che passavano l’estate ad accudire le bestie e raccogliere le prelibatezze che ci regalano le nostre splendide montagne…

dove a metà cammino, ci attende un succulento pranzo a base di cinghiale, purea di patate ed insalatina colta nell’orto accanto casa e per l’occasione, si sorseggia una strameritata birrona fresca vista la caldaia che regna ai 1750 metri di quota. Ben 28 i gradi che accarezzano le nostri pelli sudaticce. …

Il tempo di qualche foto, un caffè con la moka come ai bei tempi ed una capatina veloce a visitare il rustico dove Willy ha trascorso le proprie vacanze estive da scolaretto ed eccoci pronti a ripartire per l’ultimo tratto di discesa che ci separa da Spruga.

Affrontiamo un sentiero irto di ostacoli che ci fa esaltare come non mai, raggiungiamo la meta passando da scalinate fatte di pietre naturali, pratoni con l’erba alta che ci costringono ad una guida morbida ed armoniosa,  visto che sotto le nostre ruote non non si riesce a scorgere eventuali insidie che potrebbero portarci a spiacevoli sorprese ed in un battibaleno ci si trova ai piedi della strada cantonale

Da dove si prosegue, scendedo la valle, sino a Vocaglia dove si ha la possibilità di visitare rustici appena riattati che ti invogliano, vista la frescura nelle spesse mura, ad abbandonarsi ad un riposino pomeridiano. Altra birretta al volo, candidata da piccoli   ticchettii  che si frantumano sul sasso in granito che sfogia elegante le piccolo giardino ben curato, che ci segnala come è ormai giunta l'ora della doccia quotidiana

E' così giunta l'ora per Cédric ed il sotto scritto di e tornare  in sella  per percorrere gli ultimi mi che ci separano dalla fine di questa splendida escursione. Per l'occasione si pedala sotto il famoso diluvio universale; unica differenza invece di solcare le onde con la mitica arca di Noè, combattiamo le onde in sella alle nostre specialissime. Era da anni che non mi capitava di poter trascorrere una giornata  in bici, passeggiando lungo le nostre splendide vallate e nello stesso tempo godere di un bagno rinfrescante a coronamento di quello che sicuramente è stato senza ombra di dubbio il più del bel giro in bicicletta da quando ho iniziato a pratica la mountan bike. 

Per la cronaca alla fine quello che doveva risultare una semplice sgambatina si è rivelato un giretto di km 60 e quasi 1800 m di dislivello